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Autore Topic: La Francia legalizza il peer-to-peer  (Letto 1675 volte)
conte
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« il: Aprile 30, 2007, 03:36:55 »

PARIGI - La Francia tenta di legalizzare il fenomeno del peer-to-peer, il sistema che permette di scambiare file su internet. E lo fa approvando, sia pure di misura, un emendamento che prevede il pagamento di una piccola tassa per coprire i costi derivanti dalla perdita di diritti d'autore, grazie al quale il sistema di condivisione di file potrà essere utilizzato senza temere problemi legali. E' il primo segnale favorevole proveniente da un paese europeo verso il file-sharing sulla rete. Anche se il testo, dopo il sì dell'assemblea nazionale, dovrà passare al vaglio del Senato.

L'emendamento autorizza lo scambio di files solo quando avviene per uso esclusivamente personale. Il testo prevede un piccolo aumento sui costi di connessione, valutato in 5 euro, per gli utenti che vogliono utilizzare il peer-to-peer per condividere qualunque tipo di contenuto digitale.

Il ricavato della maggiorazione sui costi di connessione andrebbe a compensare le parziali perdite imposte agli autori e sarebbe ridistribuito tra gli artisti secondo i regolamenti in vigore. Il download di qualsiasi materiale protetto diverrebbe dunque lecito semplicemente al costo di una piccola tassa.

Parecchie organizzazioni hanno reagito all'approvazione di questo emendamento esortando "il governo a non distruggere il sistema di finanziamento della creazione cinematografica e audiovisiva" e chiedendo allo Stato di trovare una soluzione per evitare "l'espropriazione dei diritti d'autore su internet".

La norma è stata approvata in orario notturno alla presenza di soli 58 votanti su 577, circa il 10% dell'Assemblea. La legge dovrà ora sostenere l'esame del Senato dove si prevede un forte ostruzionismo. Nonostante l'incertezza sul suo futuro, la nuova norma si distingue per l'aver tracciato un importante precedente sull'argomento critico della gestione dei diritti d'autore all'interno del mondo digitale.




ref : http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/scienza_e_tecnologia/p2p2/parigiapre/parigiapre.html
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« Risposta #1 il: Maggio 01, 2007, 01:13:24 »

Ma non era stato già legalizzato dall'UE?  Huh
Per uso personale, si intende
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« Risposta #2 il: Maggio 01, 2007, 12:54:42 »

Il ricavato della maggiorazione sui costi di connessione andrebbe a compensare le parziali perdite imposte agli autori e sarebbe ridistribuito tra gli artisti secondo i regolamenti in vigore.

Pesissimooooooooooo! "secondo i regolamenti in vigore" significa che avranno poco in pochi e niente in molti... Così non funziona, bisogna escogitare qualcos'altro! Possibile che non si riesca a controllare cosa circola sulla rete?
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« Risposta #3 il: Maggio 01, 2007, 02:53:43 »

bhe legalizzare il p2p per uso personale non credo sia stato ancora fatto visto che le multinazionali e le major che detengono i diritti sono e saranno sempre contrari alla liberalizzazione dello scambio. ma cavolo dico io tanto ci vuole a mettere una tassa irrisoria per chi scarica visto che è la maggior parte della gente e lasciarli scaricare in pace?
P2P per sempreeeeeeeeeeeeeeee.
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« Risposta #4 il: Maggio 01, 2007, 06:09:38 »

ma visti i trascorsi con i software di p2p, (che tanto fai, tanto fai, ne nasce uno nuovo, con nuove regole, e la pirateria continua), alle major non conviene impostare un po' le tariffe?? Io non compro un album a 40.000 L.. Caxxo 40.000 lire sono tante.. per 12/20 canzoni..

Si consideri che nell'arguto sistema della SIAE, i famosi FORFAIT danneggiano i piccoli. Invece che aiutare cantanti e registi, così si limità la possibilità di guadagno diretto da un opera d'arte..

Tiscali utilizzava il "Tiscali Juke Box" per diffondere la musica legalmente tramite sharing.. Ma la hanno chiusa perchè troppo ATTIVA.. ( vedi ref: http://www.webmasterpoint.org/speciale/2006giu07-chiude-Tiscali-Juke-Box.asp)

Se riescono a risalire all'ip che scarica un certo file per perseguirlo a norma di legge, così potrebbero impostare un tariffario GLOBALE (visto la globalità dello sharing con i software p2p).
Addiritura possono definire quale tipo di file è in sharing  (vedi ref: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=47444 ),   quindi compensare con frazionamenti i vari detentori del copyright..

Se ne possono fare di cose, è che chi decide è chi ne vuole giovare.. e siamo al punto daccapo..
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conte
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« Risposta #5 il: Maggio 01, 2007, 06:40:29 »

si ma il problema secondo me sussiste sempre perchè se gli permetti di monitorare quello che scarichi di sicuro le tariffe che saranno applicate saranno ingiuste....... guarda iTunes e coloro che lo utilizzano scaricando musica....... si lasciano raggirare dalla questione che scarichi le singole tracce, ma poi alla fine uno ne scarica ugualmente 20 e paga quanto un cd normale se non in alcuni casi addirittura di più e cosa ci hai guadagnato ? nulla perso tempo a scaricarle e risparmiato nulla e alla fine non ti resta neache il cd originale......... secondo me come al solito i p2p vengono bloccati e i cd vengono venduti ancora a 20 € per lo stesso motivo per cui c'è ancora gente come me che paga 40 € al mese per una ADSL di "merda" alla TELECOM ladra, chi paga i 100 € l'anno per dare da mangiare a chi lavora in RAI , chi evade le tasse credendosi furbo incosapevole di contribuire alla disfatta della nazione....... insomma per gli stessi motivi per cui io in quanto animale devo speculare e sopraffare te in quanto mio simile. Questo è il mercato.
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« Risposta #6 il: Maggio 09, 2007, 11:38:59 »

per eliminare il P2P basterebbe diminuire i prezzi dei CD\DVD originali, non si possono spendere 59,90 € x un gioco (che completi in 3 giorni se sei bravo).
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« Risposta #7 il: Maggio 09, 2007, 02:37:25 »

quoto eMarco...abbassare i prezzi! ma penso che il p2p ci sarebbe comunque...  Indeciso
io non vado a comprare giochi, o CD/DVD quello che è... se mi voglio passare lo sfizio si XD ma dubito che andrò a compare un GIOCO al negozio  Indeciso
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